Val Trompia
Brescia, Lombardia
L’etimologia del nome Lumezzane forse deriva da Lume sano, in relazione all’esposizione al sole dei centri abitati
 
L’etimologia del nome Lumezzane forse deriva da Lume sano, in relazione all’esposizione al sole dei centri abitati; forse ancora da Mettianae, cioè terra della famiglia dei Mettii; oppure da Lemedane che, dal latino Limitare, significherebbe presidio romano posto al confine del territorio. Tradizionalmente i nuclei principali sono tre: Pieve (con le frazioni di Piatucco, Gazzolo, Fontana, Renzo, Dosso, Valle, Mezzaluna e Termine); Sant’ Apollonio (con Montagnone, Sonico, Premiano e Mosniga); e San Sebastiano (con Faidana); si tratta di tre centri che vengono unificati in un solo centro amministrativo nel 1927. Tre sono anche le testimonianze certe della presenza romana a Lumezzane: le lapidi della frazione di Pieve, la moneta imperiale rinvenuta a Piatucco e, infine, l’acquedotto Lumezzane - Brescia. Fino all’avvento dei romani non si hanno notizie certe rispetto particolari insediamenti umani, ma i recenti studi portano a supporre che quando i tecnici romani iniziarono l’opera di costruzione dell’acquedotto trovarono senza dubbio stanziamenti di gente di antica stirpe retica. A nord della frazione di Pieve, infatti, è conservato il toponimo “Castello” che non si riferisce nella tradizione locale ad un “castrum” romano ma ad un castelliere preistorico. Nel IV secolo D.C. hanno inizio le disastrose invasioni dei Visigoti e degli Unni; caduto l’impero romano nel 476 i triumplini e con essi i Lumezzanesi passano sotto il dominio degli Ostrogoti a cui successero i Longobardi ed a questi i Franchi. Alterne vicende caratterizzano la vita della comunità nei secoli; nel 1406 Lumezzane passa ai Malatesta che assegnano l’abitato alla Quadra di Mompiano facendo in modo che il paese graviti così su Brescia mantenendosi indipendente dalla Val Trompia. Nel 1427 Lumezzane diventa Quadra autonoma con l’avvento della Repubblica di Venezia che concede poi il capoluogo a Pietro Avogadro. La famiglia bresciana dominerà su Lumezzane fino al 1797 anno della caduta della Serenissima. A partire dai primi anni dell’Ottocento il paese conosce una graduale ripresa economica e sociale dopo gli anni difficili del dominio degli Avogadro. Oltre a resti preistorici e romani, dei quali i più importanti riguardano certamente l’antico acquedotto, degna di nota è anche la torre degli Avogadro; nell’architettura sacra spiccano la chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano e, sul monte Conche, il santuario dedicato alla Madonna, risalente al XII secolo.

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Con le montagne che lambiscono le colline, i boschi e i campi che profumano di antica sapienza. Un tesoro che è anche potenzialmente una ricchezza per il futuro del paese, per la sua storia, per le sue tradizioni e anche per il posto che occupa nella geografia del nostro paese. In questo contesto si innesta, orgogliosamente, Meravigliosa Lombardia, la Collana che Europea Editoriale ha voluto dedicare alla zona e ai suoi comuni.
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