Il Monferrato
Asti, Piemonte
In origine Tigliole era costituita da due centri distinti, il primo dei quali scomparve già nel XIV secolo, e di esso rimane la magnifica traccia della chiesa romanica di San Lorenzo
 
In origine Tigliole era costituita da due centri distinti, detti l’uno inferiore, l’altro superiore. Il primo scomparve già nel XIV secolo, e di esso rimane la magnifica traccia della chiesa romanica di San Lorenzo, il secondo corrisponde invece al paese attuale. Fu feudo dapprima dei signori di Tigliole, che lo tennero dal 1331 alla metà del secolo XV. Nel 1560 il papa Pio IV nominò Emanuele Filiberto vicario pontificio di questo territorio, che restò alla Santa Sede fino al 1741, anno in cui passò definitivamente a far parte dello Stato Sabaudo.
Del castello medievale non rimane più nulla: dopo essere stato distrutto nel 1353 dagli uomini del conte De Brissac fu ricostruito, ma in forma più modesta, dai Montafia. Molte le famiglie che si avvicendarono nel suo possesso: i marchesi d’Ormea, il conte Salmour, i fratelli Vandero. Sui suoi resti attualmente si erge il Palazzo Comunale, datato intorno al 1850, e che non a caso i Tigliolesi chiamano ancora oggi “il castello”.
La maestosa parrocchiale barocca, costruita in onore dei Santi Giovanni Battista e Lorenzo, risale circa alla metà del Seicento e presenta tre navate. Merita una visita per il suo grande valore artistico e storico la chiesa di San Lorenzo: di epoca romanica (XII secolo), si innalza in un luogo altamente suggestivo, in mezzo a una folta vegetazione.

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La Nostra Terra. Possente e straordinaria, assolutamente unica come Asti e la sua Provincia. Come le sue colline, i suoi vigneti, la terra che lambisce i boschi e i fiumi. Una terra carica di testimonianze e da scoprire fin dalle sue origini. Cominciamo quindi il nostro viaggio con Asti e con il suo Palio. Si respira un fascino antico in questa città e nei suoi borghi, rinascono i colori di un tempo, gli abiti e le tradizioni, il coraggio delle sfide e la voglia di trionfare. Ma sarebbe riduttivo pensare al Palio come una semplice rievocazione. Il Palio è storia, sport, festa di popolo. Ma è anche l’occasione per dare smalto alle attività del territorio, ai suoi prodotti enogastronomici e al vino, che qui è vero nettare divino.
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