Il Forte
Gavi, Piemonte
Al centro di una vasta area pianeggiante, Alessandria fu fondata, secondo la tradizione, il 3 maggio 1168, quando assunse il suo nome in onore di Papa Alessandro III
 
Al centro di una vasta area pianeggiante, Alessandria fu fondata, secondo la tradizione, il 3 maggio 1168, quando assunse il suo nome in onore di Papa Alessandro III, fiero oppositore dell’Imperatore Federico Barbarossa. La città, infatti, grazie alla sua collocazione geografica, si impose come fortezza antimperiale ai confini del Marchesato del Monferrato, allora alleato del Barbarossa.
Nel 1174, Alessandria fu a lungo assediata dalle forze imperiali: la tradizione vuole che sia stata salvata dall’astuto stratagemma di un pastore di nome Gagliaudo, divenuto poi una popolare maschera carnevalesca, simbolo della città.
Il cuore antico di Alessandria è costituito dal borgo Rovereto, come testimonia la chiesa di Santa Maria di Castello, risalente al IX secolo. In età medievale, invece, la città diviene sede di importanti ordini religiosi, ai quali si deve l’edificazione delle chiese di San Francesco, di Santa Maria del Carmine e del Duomo di San Pietro. Più volte vittima delle invasioni francesi, presenta altresì consistenti tracce del dominio spagnolo del XVII secolo in diversi interni di chiese e palazzi.
Nel Settecento, vista la posizione strategica della città, i Savoia ne rafforzano la vocazione militare, facendovi costruire il monumentale complesso della Cittadella. In questo secolo, la città cambia radicalmente volto, grazie all’architetto Giuseppe Caselli, il quale progetta la costruzione dell’ospedale, delle carceri, dei pubblici macelli, dell’edificio della fiera e del palazzo civico, con annesso teatro. Sorgono inoltre alcune delle più belle dimore nobiliari alessandrine: Palazzo Ghilini, Palazzo Cuttica (oggi sede del Museo Civico) e Palazzo Guasco.
Il sobborgo di Marengo si lega alla memoria della vittoria napoleonica del giugno 1800, mentre l’artigianato del cappello (Borsalino in primis) e dell’argento caratterizzano l’evoluzione produttiva locale.
Alla fine dell’Ottocento, Alessandria è un nodo nevralgico del mercato italiano: situata al centro del triangolo industriale, la città conosce un considerevole sviluppo economico e un notevole incremento demografico, che richiede un’ulteriore espansione urbanistica, realizzata attraverso spazi di aggregazione tipici della Belle Epoque, quali Galleria Guerci, Piazzetta della Lega Lombarda e Piazza Garibaldi.
Alessandria ha ereditato, da questa armoniosa mescolanza di stili e tradizioni, il fascino discreto di una città che non si è mai sottratta, attraverso la sua storia millenaria, al ruolo privilegiato di punto di incontro e di dialogo tra culture normalmente distanti tra loro nello spazio e nel tempo.

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Cominciamo il nostro viaggio in una terra da scoprire a partire dalle sue origini, con la cornice stupenda della natura incontaminata, delle valli, delle pianure, dei fiumi e delle colline che la circondano. Partiamo dalla splendida Alessandria, un luogo fantastico de “La Nostra Terra”. Ci piace chiamarla così, per un senso di appartenenza alle nostre radici, alla nostra storia, alle tradizioni forti che la caratterizzano. Una terra, quella della provincia di Alessandria, carica di testimonianze che risalgono all’origine dell’uomo e percorrono tutte le tappe: dal medioevo a Napoleone, fino ai giorni nostri. E con la straordinaria capacità dell’uomo di trasformare il territorio in un unicum: come è accaduto proprio nei comuni raccolti in questa pubblicazione, dove l’abilità dei contadini, degli imprenditori e la costanza delle famiglie ne hanno fatto un caposaldo del nostro Paese. Così nasce questo capitolo che raccoglie la storia e le eccellenze Alessandria e della sua provincia.
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